I glucocorticoidi come freno ai fattori rigenerativi cardiaci: una nuova strategia terapeutica

Siamo entusiasti di annunciare la nostra nuova pubblicazione su Nature Cardiovascular Research, in cui descriviamo una strategia innovativa per potenziare la rigenerazione del cuore attraverso il blocco del recettore dei glucocorticoidi.

Nel nostro studio dimostriamo che i glucocorticoidi, ormoni steroidei fisiologicamente presenti in circolo, svolgono un ruolo chiave nel limitare la risposta dei cardiomiociti ai principali fattori di crescita e citochine rigenerative. In particolare, mostriamo che questi ormoni agiscono come un vero e proprio freno ormonale, contribuendo alla perdita della capacità rigenerativa del cuore nelle fasi postnatali avanzate e nell’età adulta.

Un risultato centrale del nostro lavoro è la dimostrazione che il blocco farmacologico del recettore dei glucocorticoidi è in grado di rimuovere questo freno, ripristinando la capacità dei cardiomiociti di rispondere agli stimoli proliferativi. Questo approccio consente di potenziare in modo sostanziale l’efficacia delle terapie rigenerative basate su fattori di crescita, anche in cuori maturi.

Nei modelli preclinici, abbiamo inoltre osservato che la combinazione tra un antagonista del recettore dei glucocorticoidi e un fattore rigenerativo produce risultati nettamente superiori rispetto ai singoli trattamenti. Questo effetto risulta particolarmente rilevante anche in contesti di danno cardiaco associato a terapie oncologiche con antracicline, dove l’approccio combinato ha migliorato la sopravvivenza dei cardiomiociti e preservato la funzione cardiaca.

Nel complesso, riteniamo che questi risultati aprano nuove prospettive per lo sviluppo di approcci terapeutici combinati mirati alla rigenerazione del tessuto cardiaco e che, se validati clinicamente, potrebbero avere un impatto significativo nel trattamento dell’insufficienza cardiaca.

Congratulazioni a Silvia Da Pra e Stefano Boriati, ricercatrice post-dottorato e dottorando del nostro gruppo, che hanno svolto la maggior parte delle attività sperimentali, e grazie a tutti i membri del team Carmen Miano, Francesca Sacchi, Chiara Bongiovanni, Irene Del Bono and Nicola Pianca per il loro contributo. Ringraziamo inoltre i collaboratori che sono stati fondamentali per il successo di questo progetto, in particolare i gruppi di ricerca guidati da Eldad Tzahor (Weizmann Institute of Science, Israele), Catherine Wilson (Università di Cambridge, Regno Unito), Mattia Lauriola e Carlo Ventura (Università di Bologna, Italia).

Vai all’articolo completo: : Da Pra S, Boriati S, Miano M, Sacchi F,  Batho C,  Bongiovanni C, Del Bono I, Aharonov A, Pianca N, Tassinari R, Dahir R, Ventura C, Lauriola M, Tzahor E, Wilson C & D’Uva G. Harnessing glucocorticoid receptor antagonism to enhance the efficacy of cardiac regenerative growth factors and cytokines : Nature Cardiovascular Research 2026

Accesso in sola lettura all’articolo (nessun abbonamento richiesto): https://rdcu.be/e2EN0

BMP7 come chiave per la rigenerazione del cuore: i nostri progressi

Siamo entusiasti di annunciare la nostra ultima pubblicazione su Cell Reports! La nostra ricerca indica che una diminuzione nella produzione di fattori di crescita, in particolare BMP7, durante l’immediato sviluppo postnatale contribuisce alla perdita della capacità rigenerativa del cuore nei mammiferi.
Dimostriamo che BMP7 supporta la proliferazione dei cardiomiociti durante lo stadio neonatale, e la sua somministrazione potenzia la proliferazione dei cardiomiociti nella vita postnatale, anche in età adulta, e specialmente dopo un infarto miocardico. Questi risultati suggeriscono che la somministrazione di BMP7 possa configurarsi come un promettente approccio terapeutico per la rigenerazione cardiaca.
Inoltre, il nostro studio trova supporto dal modello di pesce zebra, che rigenera naturalmente i cuori danneggiati. In questo contesto, l’inibizione di BMP7 ha ostacolato la rigenerazione dei cardiomiociti a seguito di danno cardiaco, mentre la sua induzione ha accelerato il processo. Crediamo che i nostri risultati possano aprire la strada per terapie rigenerative cardiache basate sulla somministrazione di BMP7.
Congratulazioni a Chiara Bongiovanni che ha portato avanti il progetto, e congratulazioni agli altri membri del team di laboratorio Irene Del Bono, Carmen Miano, Stefano Boriati, Silvia Ða Pra, Francesca Sacchi, Francesca Pontis e Ilaria Petraroia per il loro aiuto e supporto nelle attività sperimentali. Ringraziamo tanto anche i collaboratori che sono stati fondamentali per il successo di questo progetto, in particolare i gruppi di ricerca guidati da Eldad Tzahor (Weizmann Institute of Science, Israele), Gilbert Weidinger (Università di Ulm, Germania), Stephan Heermann (Università di Friburgo, Germania), Mattia Lauriola e Carlo Ventura (Università di Bologna, Italia).

Vai all’articolo completo: : Bongiovanni C, Bueno-Levy H, Posadas Pena D, Del Bono I, Miano C, Boriati S, Da Pra S, Sacchi F, Redaelli S, Bergen M, Romaniello D, Pontis F, Tassinari R, Kellerer L, Petraroia I, Mazzeschi M, Lauriola M, Ventura C, Heermann S, Weidinger G, Tzahor E, D’Uva G and BMP7 promotes cardiomyocyte regeneration in zebrafish and adult mice. Cell Reports 2024

D’Uva lab riceve il grant Cariplo Giovani Ricercatori su cancro e cardiotossicità

Appena ricevuto la bella notizia che un finanziamento di cui avevamo fatto richiesta è andato in porto!
Si tratta del bando “Cariplo – Giovani Ricercatori” e ci permetterà, in parallelo agli studi attuali nel campo della rigenerazione cardiaca a seguito di infarto, di ampliare le nostre ricerche su cancro e sull’emergente problema della cardiotossicità delle terapie antitumorali.
La cardiotossicità, ovvero effetti tossici sulla funzionalità del cuore, è infatti responsabile di una bassa qualità della vita e ridotta sopravvivenza di pazienti affetti da tumore, indipendentemente dalla prognosi oncologica. Lo scopo delle nostre ricerche sarà sviluppare strategie innovative per limitare questi danni, contemporaneamente aumentando l’efficacia delle terapie mirate al blocco dell’oncogene HER2 (ERBB2) in pazienti affetti da carcinoma mammario.
Il progetto è in collaborazione con l’Università di Bologna e Fondazione per la Ricerca Biomedica / Università di Torino.
Questo finanziamento ci darà anche l’opportunità di reclutare un altro ricercatore nel mio team. I dettagli saranno presto disponibili.
Buon 2018 a tutti!

Simposio sulla rigenerazione cardiaca 2017

Stiamo organizzando un Symposio sulla rigenerazione cardiaca: Stimolazione diretta della cardiogenesi come una nuova strategia per il trattamento dell’insufficienza cardiaca”. La conferenza sarà ospitata dalla nostra istituzione (Polo Scientifico e tecnologico, IRCCS MultiMedica, Milano) il 16 Novemre 2017. I relatori invitati includono i nostri collaboratori e leader internazionali nel campo della rigenerazione cardiaca, ovvero il Prof. E.Tzahor (Weizmann Institute, Israel), il Prof. J.Bakkers (Hubrecht Institute, The Netherlands) e il Prof. Gilbert Weidinger (Ulm University, Germany).

D’Uva lab riceve il grant europeo ERA-CVD sulle malattie cardiovascolari

Felicissimi di aver vinto il grant ERA-CVD Call 2016 for Transnational Research Projects on Cardiovascular Diseases” del Programma Horizon 2020 dell’Unione Europea. Questo grant ci da la possibilità di avviare il nostro lab in Italia, nell’IRCCS MultiMedica di Milano!

Il progetto, in collaborazione con l’Hubrecht Institute (Olanda), Ulm University (Germania) and Weizmann Institute of Science (Israele), si propone di investigare la rigenerazione cardiaca tramite un approccio comparativo tra diverse specie.

Ischemic heart disease, such as myocardial infarction, causes a massive loss of cardiomyocytes and leads to the formation of fibrotic scar tissue, resulting in impaired cardiac function and ultimately, heart failure. Recently, it has been demonstrated that myocardium is naturally regenerated in the human heart. However, the rate of replacement is too low to repair large areas of damaged myocardium. Stimulating the very low intrinsic proliferation rate of cardiomyocytes is a promising strategy for cardiac repair in patients with heart failure. To identify such repair signals, this project will use zebrafish, where cardiomyocyte regeneration occurs naturally, and mice, where it does not. Different possible reasons for the difference in the regenerative capacity of lower vertebrate versus mammals will be explored. The goal is to develop regenerative medicine strategies based on endogenous cardiomyocyte capacities.