Felici di aver contribuito a questo progetto internazionale sulla rigenerazione del cuore! Congratulationi a Diana Nascimento e al suo team!

Abstract: So far, opposing outcomes have been reported following neonatal apex resection in mice, questioning the validity of this injury model to investigate regenerative mechanisms. We performed a systematic evaluation, up to 180 days after surgery, of the pathophysiological events activated upon apex resection. In response to cardiac injury, we observed increased cardiomyocyte proliferation in remote and apex regions, neovascularization, and local fibrosis. In adulthood, resected hearts remain consistently shorter and display permanent fibrotic tissue deposition in the center of the resection plane, indicating limited apex regrowth. However, thickening of the left ventricle wall, explained by an upsurge in cardiomyocyte proliferation during the initial response to injury, compensated cardiomyocyte loss and supported normal systolic function. Thus, apex resection triggers both regenerative and reparative mechanisms, endorsing this injury model for studies aimed at promoting cardiomyocyte proliferation and/or downplaying fibrosis.
Vai all’articolo originale (in inglese): Sampaio-Pinto V, Rodrigues S, Laúndos T, Silva E, Nóvoa F, Silva A, Cerqueira R, Resende T, Pianca N, Leite-Moreira A, D’Uva G, Thorsteinsdóttir S, Pinto-do-Ó P, Santos Nascimento D. Neonatal Apex Resection Triggers Cardiomyocyte Proliferation, Neovascularization and Functional Recovery Despite Local Fibrosis. Stem Cell Report, 2018



Sommario: La chemioprevenzione del cancro è una strategia basata sull’uso di agenti sintetici, naturali o biologici per prevenire o ritardare lo sviluppo o la progressione dei tumori maligni. Abbiamo notato che molte sostanze fitochimiche (ovvero naturalmente presente in alcune piante) dotate di effetti anti-infiammatori e anti-angiogenici e recentemente proposte come strategie di chemioprevenzione, sono inibitori della famiglia 1B1 del citocromo P450 (CYP1B1), un enzima sovraespresso in un’ampia varietà di tumori e associato ad angiogenesi (ovvero lo sviluppo di nuovi vasi che possono aiutare a disseminare le cellule tumorali). A loro volta, varie citochine infiammatorie possono aumentare l’espressione di CYP1B1, suggerendo un ruolo chiave di CYP1B1 in un ciclo positivo di angiogenesi infiammatoria. Altre attività pro-tumorigeniche ben note di CYP1B1 si basano sulla bioattivazione di xenobiotici e ormoni steroidei nei loro derivati cancerogeni. Contrariamente ad osservazioni iniziali in vitro, studi in vivo hanno dimostrato un ruolo protettivo contro il cancro per gli altri membri della famiglia CYP1 (CYP1A1 e CYP1A2), suggerendo che la specificità degli inibitori della famiglia CYP1 deve essere attentamente considerata per lo sviluppo di potenziali strategie di chemioprevenzione. Studi recenti hanno anche proposto un ruolo di CYP1B1 in diversi tipi di cellule presenti nel microambiente tumorale, compresi fibroblasti, cellule endoteliali e globuli del sistema immunitario. Nel complesso, la nostro studio della letteratura attuale suggerisce un ciclo positivo tra citochine infiammatorie e CYP1B1, che a sua volta può giocare un ruolo chiave nell’angiogenesi del cancro, agendo sia su cellule tumorali che sul microambiente. Strategie che mirano all’inibizione specifica di CYP1B1 in più tipi di cellule possono tradursi in un approccio clinico alla chemioprevenzione e angioprevenzione.





